sábado, 4 de octubre de 2008

E le volte mi incartanno n'estreme impazzate

"E le volte mi incartanno n'estreme impazzate"

E le volte mi incartanno n'estreme impazzate,
e nelle volte che passanno mi daranno amarezze,
delle quale salide in asenzza staranno,
ma saranno non astanti se le trovo con miogale.

Al paziente li costa la di stare in senno,
un quattrino non pagato per il testa di legno,
per portare l'impazienza di superbo imano,
ch'è poeta ignorante, ch'è impuro michelaccio:

Per farsi il savio, per farsi il cicisbeo,
e né pote assidere d'apprendista senza tenerezza,
ch'è, per norme sagrade, per maledetto sfaccendato.

per non vedere la bellezza, per non vedere la beltà
che lo bene fatto da l'orgoglio e affanno,
ch'è un numen che pinta con pazione, la scrittura.

Juan Cruz Acosta

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